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07/12/2006 MARTINA FRANCA

Un prestigioso attestato di “vivo apprezzamento” è stato espresso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “al Centro di Documentazione Grotte e Ricerche Speleologiche per l’impegno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio carsico pugliese”. Durante le recenti iniziative riguardanti le Giornate Nazionali di Speleologia “Puliamo il Buio”, il Centro di Documentazione Grotte Martina si è particolarmente distinto nell’opera di tutela della Grotta carsica di S. Michele, dove si trovano tracce di affreschi risalenti al IX-X secolo d.C., e della Grotta di Nove Casedde, nell’agro di Martina Franca, costantemente monitorata e protetta da una cancellata in ferro, realizzata a spese del Centro alcuni anni fa. Nella valorizzazione turistico-didattica delle Grotte di Monte Vicoli e della Grotta del Sergente Romano, nella Gravina del Vuolo, alle Pianelle.

“A Lei Presidente,” prosegue la nota “agli organizzatori e a quanti hanno collaborato per il successo dell’iniziativa il Capo dello Stato invia un augurio di buon lavoro e un saluto cordiale”.

I Soci del Centro di Documentazione Grotte Martina, inoltre, constatando con amarezza il disinteresse dimostrato in questi anni dall’Amministrazione Comunale di Martina Franca a custodire nei locali del “Museo delle Pianelle” i reperti paleontologici ed archeologici rinvenuti, hanno deciso di consegnare i reperti ittiolitici fossili risalenti a 65 milioni di anni fa, al Centro di Documentazione Archeologico di Ceglie Messapica. Inoltre, la preziosa impronta di dinosauro teropode del Cretaceo superiore, rinvenuta dal Socio Nicola Marinosci su una grossa lastra calcarea, ed appartenente ad un esemplare carnivoro (la prima trovata nella Puglia meridionale), è stata anch’essa consegnata agli studiosi dell’Università di Lecce, verrà esposta, stabilmente, al Museo Paleontologico di Maglie.

“Non comprendiamo – dice il presidente del Centro di Documentazione, Silvio Laddomada - perché l’Amministrazione Comunale di Martina preferisca tenere il “Museo delle Pianelle” nelle attuali condizioni di degrado invece di accogliere i preziosi reperti che gli speleologi martinesi continuano a scoprire nel territorio. Non comprendiamo perché si continua a negare, proprio alla comunità martinese, l’allestimento di un Museo di Storia Naturale del territorio, dove conservare le tracce delle nostre antiche radici, così come è stato fatto, in circostanze simili, in altre parti d'Italia e del Mondo. Pertanto, pur di non riseppellire negli scantinati della Soprintendenza i reperti da noi scoperti, preferiamo valorizzarli nelle strutture museali già attivate nei comuni limitrofi di Martina e in quella, in corso di allestimento, di Locorotondo. L’esposizione permanente dell’impronta di dinosauro, arricchita da pannelli didattici esplicativi, avrebbe da sola attirato migliaia di visitatori sul Museo di Palazzo Ducale.           L’incoscienza di chi amministra ha superato, in questo caso, ogni limite. Per questo il Centro di Documentazione Grotte Martina ha fortemente stigmatizzato la decisione assunta dall’Amministrazione Comunale di riattivare, per un altro anno, con un costo di Euro 33.500,00, il funzionamento del LEA (Laboratorio di Educazione Ambientale), gran parte dei quali, circa 29,000,00 Euro, spesi in stipendi. Più che un laboratorio di educazione ambientale sembra la solita operazione clientelare, dove vengono sperperati inutilmente i soldi pubblici. Eppure – prosegue Laddomada - bastavano appena il 15% dei fondi L.E.A. per garantire la catalogazione di centinaia di reperti archeologici martinesi, attualmente depositati negli scantinati dei Musei di Egnazia a Fasano, di Taranto e dell’Università di Siena, condizione indispensabile per la Soprintendenza, per autorizzarne il trasferimento al Museo delle Pianelle di Martina. La vera educazione ambientale non può prescindere dalla tutela e valorizzazione dei reperti rinvenuti nel territorio, ed il contenitore museale delle Pianelle è stato realizzato con i fondi comunitari affinché assolvesse questo compito, non andava utilizzato in altro modo”.


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